HCV e disturbi neuropsichiatrici

L’epatite C è fortemente associata a disturbi neuropsichiatrici [1]. Gli scienziati hanno constatato che i pazienti con l’infezione da HCV, il virus dell’epatite C, possono soffrire di ansia, depressione, astenia e altre condizioni che interferiscono con le capacità cognitive (per esempio la cosiddetta brain fog) rispetto a quanto si verifica nel resto della popolazione generale [1] [2]. I motivi? Senza dimenticare che le persone con disturbi neuropsichiatrici possono essere più predisposte a contrarre HCV (perché dedite, per esempio, all’abuso di sostanze o perché più esposte a comportamenti a rischio), una causa potrebbe essere lo stress che deriva dalla consapevolezza di essere malati [1]. Ma non c’è solo questo: HCV può colpire in modo diretto anche il cervello. [2] [3]

Stress da consapevolezza

È sempre un po’ complicato spiegare la connessione tra l’epatite C e altre condizioni extraepatiche, ovvero che non riguardano solo il fegato, e non sempre è possibile capire se queste siano conseguenze dell’infezione virale o comorbidità.

Per quanto riguarda la forte connessione tra epatite C e disturbi neuropsichiatrici, la spiegazione più immediata potrebbe essere quella che sia la consapevolezza di essere malati a scatenare una serie di reazioni che si manifestano in un’alterazione dello stato di salute mentale. Inoltre, lo stress a cui le persone sono sottoposte così come lo stigma sociale di cui possono essere vittime contribuisce a diminuire la qualità della vita. Tuttavia, questo non basta a spiegare completamente il fenomeno. [1] [2]

L’azione dell’HCV

Uno studio ha evidenziato un calo della qualità della vita anche in persone HCV positive ma inconsapevoli di essere malate [4] . Indagare più a fondo il rapporto tra virus dell’epatite C e manifestazioni neuropsichiatriche, inoltre, ha portato alla luce come nei pazienti HCV positivi siano spesso presenti anche infiammazione cerebrale, patologie cerebrovascolari come l’aterosclerosi, neuropatie e miopatie. [3]

Si è così scoperto che HCV può attaccare direttamente le cellule del sistema nervoso centrale oppure introdursi nelle cellule del sistema immunitario che usa come cavallo di troia per arrivare al cervello. [3]

Il virus nel cervello può causare neurotossicità diretta e infiammazione di basso grado che danneggiano il tessuto cerebrale [5] [6]. Può scatenare inoltre risposte da parte del sistema immunitario che aumentano il rilascio di molecole infiammatorie [7] ma anche modificare gli equilibri dei neurotrasmettitori [8] e alterare le loro vie metaboliche (si è riscontrata, per esempio, una ridotta sintesi di serotonina e triptofano) [9] .

Pazienti fragili

Alla luce della forte connessione con l’epatite C, è molto importante indirizzare i pazienti neuropsichiatrici a fare il test. Oggi, nuovi trattamenti sicuri ed efficaci, permettono di eliminare il virus in queste persone. [10]

Altrettanto importante è intervenire in modo tempestivo sui disturbi neuropsichiatrici che possono emergere nei pazienti con epatite C. Se il paziente si prenderà cura della sua salute mentale attraverso interventi farmacologici e non, sicuramente affronterà la terapia antivirale in modo costante e responsabile, riuscendo così a sconfiggere l’epatite C. [9]

Eradicare HCV dall’organismo può significare un miglioramento dello stato di salute mentale, per esempio, si sono visti dei miglioramenti del tono dell’umore.[9]

Tuttavia, non sempre i disturbi neuropsichiatrici regrediscono con la guarigione dall’epatite C: l’ipotesi è che l’infezione da HCV possa innescare un processo auto-immunitario che mantiene l’infiammazione e le alterazioni biochimiche nel tessuto nervoso, ma c’è chi avanza anche l’idea che esistano alcune varianti di HCV che si integrano a livello cerebrale e che non riescono ad essere sconfitte dalle terapie. [11]

Materiale di carattere informativo non riferibile a contenuti di prodotto e non finalizzato alla promozione del farmaco

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[1] Schaefer M, Capuron L, Friebe A, et al. Hepatitis C infection, antiviral treatment and mental health: a European expert consensus statement. J Hepatology 2012; 57:1379–1390.

[2] Mathew S, Faheem M, Ibrahim SM, et al. Hepatitis C virus and neurological damage. World J Hepatol 2016; 8:545-556.

[3] Bladowska J, Knysz B, Zimny A, et al. Value of perfusion-weighted MR imaging in the assessment of early cerebral alterations in neurologically asymptomatic HIV-1-positive and HCV-positive patients. PLoS One 2014;9(7): e102214.

[4] Rodger AJ, Jolley D, Thompson SC, et al. The impact of diagnosis of hepatitis C virus on quality of Life. Hepatology 1999; 30:1299-301.

[5] Weissenborn K, Tryc AB, Heeren M, et al. Hepatitic C virus infection and the brain. Metab Brain Dis 2009; 24:197-210.

[6] Wilkinson J, Radkowski M, Laskus T. Hepatitis C virus neuroinvasion: identification of infected cells. J Virol 2009; 83:1312-1319.

[7] Babiker A, Hassan M, Muhammed S, et al. Inflammatory and cardiovascular diseases biomarkers in chronic hepatitis C virus infection: A review. Clin Cardiol.2020;43(3):222-234.

[8] Weissenborn K, Ennen JC, Bokemeyer M. et al. Monoaminergic neurotransmission is altered in hepatitis C virus infected patients with chronic fatigue and cognitive impairment. Gut 2006; 55:1624-1630.

[9] Cozzi A, Zignego AL, Carpendo R, et al. Low serum tryptophan levels, reduced macrophage IDO activity and high frequency of psychopathology in HCV patients. J Viral Hepat 2006; 13:402-408.

[10] González-Grande R, Jiménez-Pérez M, González Arjona C, Mostazo Torres J. New approaches in the treatment of hepatitis C. World J Gastroenterol. 2016 Jan 28;22(4):1421-32.6

[11] Dirks M, Pflugrad H, Haag K, et al. Persistent neuropsychiatric impairment in HCV patients despite clearance of the virus?! J Viral Hepat. 2017;24(7):541-550.