Tatuaggi: c’è il rischio di contrarre l’epatite C?

L’epatite C è una malattia del fegato provocata dal virus HCV e la sua evoluzione si compone di due fasi:

Il virus dell’epatite C (HCV) si trasmette per via ematica, ovvero dal contatto tra sangue infetto e una lesione della cute. Questo significa che tra i comportamenti a rischio ci sono le condivisioni di oggetti appuntiti o taglienti come aghi, rasoi, lamette e forbici.[1]

Per pratiche chirurgiche o estetiche che prevedono una lesione della cute come i tatuaggi è essenziale che la strumentazione sia sterilizzata e la garanzia di sicurezza sia totale. Un ago non sterile rappresenta un pericolo di infezione molto elevato, per questo è sempre meglio seguire alcuni accorgimenti che possono mettere al riparo dal rischio di infezione da epatite C. Scopriamoli.

Consigli per ridurre i rischi di epatite C in caso di tatuaggi

  1. Rivolgersi solo a tatuatori autorizzati che rispettino le norme igienico-sanitarie e che utilizzino materiale sterile e monouso
  2. Evitare il fai da te e di farsi tatuare in luoghi non professionali
  3. Evitare di scegliere zone del corpo in cui la cicatrizzazione sia difficoltosa
  4. Accertarsi che l’area scelta del corpo sia integra e disinfettata
  5. Rivolgersi al medico in caso di dubbi e problematiche

Per non correre rischi il tatuaggio deve essere praticato in sicurezza e oltre agli aghi, anche tutta l’attrezzatura e gli inchiostri devono essere a norma[2].

Se hai effettuato un tatuaggio e non sei certo dell’affidabilità del tatuatore, non aspettare, parlane con il tuo medico e chiedi di fare il test per l’epatite C.


[1] https://www.epac.it/cm-files/2018/09/25/report-epac-2018-summary11-def.pdf p.1

[2] https://www.epicentro.iss.it/tatuaggi/sicurezza-prevenzione


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